Casella di testo: 4
 
 
 

Casella di testo: Gli enzimi migliorano l’assimilazione di minerali e vitamine
E’ in atto una tendenza crescente ad integrare la dieta con minerali e vitamine. Non altrettanta attenzione viene però posta nell’assumere integratori di enzimi o cibo crudo. Questo può facilmente tradursi in “un’auto-sconfitta”, in quanto l’organismo cercherà di mantenere i suoi livelli enzimatici liberando enzimi “rubati” da altre parti del corpo.
Questo si traduce facilmente in esaurimento, spossatezza, invecchiamento prematuro oltre che bassi livelli di energiaL’utilizzazione delle vitamine dipende dagli enzimi ed essi a loro volta dipendono spesso dalle vitamine. Osservazioni cliniche hanno dimostrato che quando si assumono formulazioni a base di vitamine/minerali miscelate con enzimi occorrono quantitativi più bassi di vitamine e minerali.
 
Tanto per fare un esempio, un paziente che necessitava giornalmente di 70 mcg di Zinco per combattere una grave forma di esaurimento, si è visto ridurre tale quantitativo a soli 3 mcg semplicemente introducendo una formula a base di Zinco combinato con enzimi.
Sembra quindi che l’organismo necessiti di piccole quantità di vitamine e minerali se questi vengono combinati con enzimi.
 
Gli enzimi in relazione agli stadi patologici
 
Il tasso metabolico è determinato dall’attività enzimatica. Più rapidamente lavora il metabolismo, maggiore sarà la richiesta di enzimi. Sia durante l’esercizio fisico che durante la fase acuta di una malattia, il livello di enzimi può aumentare.
In uno studio fatto dal Dr. Gerner nel 1933, furono presi in esame i livelli di Amilasi urinaria di 115 soggetti rappresentanti 28 tipi diversi di affezioni infettive nello stadio acuto. Essi furono riscontrati aumentati nel 73% dei soggetti.
 
Altri studi hanno permesso di scoprire che durante affezioni tipo polmonite, appendicite acuta, malaria, tubercolosi polmonare, febbri di tutti i tipi, malattie infantili i livelli enzimatici erano aumentati nel sangue, nelle urine e nelle feci. Ogni incremento dell’attività metabolica, sia esso associato ad affezioni virali, lavoro muscolare, tasso cardiaco (come per l’esercizio fisico), digestione o gravidanza, può essere messo in parallelo ad un aumento dell’attività enzimatica e ad un aumento della temperatura corporea. In altre parole, gli enzimi sono più attivi durante una fase febbrile acuta di circa 38° che ad una temperatura corporea normale.
 
Risulta altresì evidente che se gli enzimi rispondono a febbri ed infezioni significa che hanno una relazione diretta con il meccanismo di difesa dell’organismo. Esiste infatti una connessione tra attività dell’apparato immunitario e livello enzimatico. Maggiori saranno le riserve di enzimi, più veloce sarà la risposta immunitaria e quindi maggiore sarà la forza e la vitalità dell’organismo.
 
I leucociti (WBC) sono responsabili della distruzione delle sostanze estranee che penetrano nel flusso sanguigno e linfatico causando la malattia. E’ risaputo che durante lo stadio acuto di una malattia e le infezioni, la quantità di leucociti circolanti aumenta. Il Dr. Willstatter, in uno studio che appartiene alla ricerca sugli enzimi, ha potuto dimostrare che  esistono ben 8 diversi tipi di enzima Amilasi nei leucociti, e che gli stessi contengono enzimi proteolitici e lipolitici comuni a quelli secreti dal pancreas.
 
Il Dr. Willstatter ha osservato con interesse quanto i sistemi enzimatici delle cellule dei globuli bianchi si adattassero a quelli della ghiandola pancreatica. Sembra cioè che il pancreas ed altre ghiandole che secernono enzimi li ricevano in gran parte direttamente dai leucociti.
Basti pensare che dopo aver consumato un pasto a base di cibo cotto il numero di leucociti aumenta, presumibilmente in parallelo alla richiesta organica di enzimi digestivi, una sorta di misura compensatoria imputabile “all’intelligenza” innata del corpo umano.
 
Il Dr. Kautchakoff ha potuto dimostrare l’esistenza di questo meccanismo semplicemente constatando che in seguito ad un pasto a base di cibo crudo non era osservabile alcun aumento sostanziale di leucociti.
Al contrario degli stadi acuti di malattia, durante una patologia cronica il livello di enzimi nell’organismo diminuisce. In particolare l’attività del pancreas e dell’apparato digerente si riduce drasticamente come è il caso del diabete, del cancro e delle affezioni intestinali croniche.
 
Ovviamente, in questi casi anche il sistema immunitario viene messo sotto pressione, con conseguente aumento della richiesta di enzimi.
Si capisce quindi quanto sia importante mantenere i livelli enzimatici per assicurare salute, vitalità e resistenza dell’organismo.