Casella di testo: 5
 
 
 

Casella di testo: Sistema endocrino ed enzimi
Il sistema endocrino e il sistema nervoso cooperano alla soppressione del desiderio di cibo e quindi alla regolazione dell’appetito.
Il cibo crudo, ricco di enzimi alimentari, sostanzialmente elimina lo stress dal sistema endocrino, mentre cibi ad alto contenuto calorico come zucchero ed alimenti lavorati rompono questo delicato equilibrio. Le ghiandole, cioè, soprastimolano gli organi preposti alla digestione in quanto non trovano quegli enzimi e nutrienti che sono andati persi nella cottura prolungata o nella lavorazione, pur riconoscendo che la quantità di calorie sarebbe sufficiente. La richiesta di cibo aumenta per mantenere un sufficiente grado di forza e vitalità dell’organismo.
 
 
Questo risulta in una super secrezione di ormoni, sovra-alimentazione, obesità ed infine nell’esaurimento delle ghiandole che producono gli ormoni stessi, con la conseguenza di andare ad esaurire anche le scorte di enzimi proprie dell’organismo per cercare di far fronte all’aumento dell’attività metabolica. La falsa sensazione di benessere è dovuta alla ghiandola pituitaria, considerata l’artefice principale dell’invio di ormoni a tutte le altre ghiandole quali tiroide, surrenali, ghiandole riproduttive e pancreas.
 
Si capisce quindi quanto gli enzimi siano connessi ed interdipendenti agli apparati organici principali quali l’apparato circolatorio, digerente, il sistema nervoso e quello endocrino, e quanta importanza rivestano nel trattamento di tutte le affezioni circolatorie e dell’obesità.
Alcuni studi hanno dimostrato che i tessuti adiposi di soggetti affetti da obesità riportavano un livello di Lipasi diminuito. La ricerca scientifica ha dimostrato che i tessuti di animali e vegetali fanno registrare al contrario alti livelli di Lipasi.
 
Il Dr. David Galton della facoltà di medicina dell’Università di Tufts ha esaminato 11 individui di peso variabile dai 100 ai 104 Kg ciascuno ed ha scoperto una carenza enzimatica a livello di tessuti adiposi. La carenza di Lipasi si riscontra anche nei casi di Lipoma. La funzione dell’enzima Lipasi è naturalmente quella di assistere la scomposizione delle molecole di grasso ma anche di assistere la funzione di immagazzinamento del grasso. Basti pensare alla perdita di peso che si verifica negli animali ibernati, dovuta proprio a questo importantissimo enzima.
 
La carenza di Lipasi provoca un ristagno e accumulo dei grassi nelle arterie, nei capillari e negli organi, che può sfociare in patologie cardiocircolatorie e ipertensione. 
Berker e Meyers hanno scoperto grosse carenze di Lipasi conducendo uno studio su individui affetti da arteriosclerosi e ipertensione associati ad un lento assorbimento dei grassi. La loro ricerca ha dimostrato che il livello ematico di enzima Lipasi era appena la metà di quello riscontrato in individui di 27 anni di età.
Durante la stessa ricerca, si è osservato che a livello di vasi sanguigni ed arterie i grassi non digeriti in modo appropriato dalla lipasi vengono assorbiti in maniera distorta causando indurimento delle arterie, aumento del colesterolo, ipertensione e  arteriosclerosi. I depositi di grasso possono ostruire i vasi stessi impedendo al sangue di giungere al cuore, con la conseguenza che lo stesso deve aumentare il proprio ritmo per contrastare la congestione ma ovviamente il tutto si traduce in aumento della pressione e ingrossamento del muscolo cardiaco.
 
 
 
Enzimi e processo digestivo
Una ricerca condotta dal Dr. Beazell sul “Journal of Laboratory and Clinical Medicine” ha dimostrato che nella prima ora del processo digestivo vengono digeriti nello stomaco molti più amidi che proteine. 
Olaf Berglim, professore di Fisiologia all’Ilinois College of Medicine, ha ulteriormente confermato questa tesi somministrando ai suoi pazienti una dieta a base unicamente di patate lesse e pane, cioè grandi quantitativi di amidi, rilevando che dopo 45 minuti nello stomaco il 75% dell’amido nelle patate ed il 59% dell’amido nel pane era digerito.
 
 
La ricerca ha dimostrato che nei primi 45-60 minuti della digestione una buona percentuale di cibo può essere predigerito nello stomaco dagli enzimi alimentari prima di raggiungere l’intestino tenue, dove il pancreas secerne i propri enzimi per proteine, amidi e grassi a livello di duodeno. 
In virtù di questo meccanismo, se il cibo non viene adeguatamente predigerito il pancreas incrementa la propria attività al fine di “reclutare” enzimi da tutto il corpo, finendo presto sotto stress.
 
Il testo di Anatomia di Gray cita il Dr. Walther B. Cannon, un’autorità in materia, per affermare che lo stomaco “... consiste di due parti fisiologicamente distinte: la porzione cardiaca ed una cavità di raccolta del cibo nella quale la digestione salivaria continua; la porzione pilorica è il sito della digestione gastrica attiva. Non ci sono onde peristaltiche nella regione cardiaca.”
 
Esiste una legge detta “dell’Adattamento Secretivo degli Enzimi Digestivi” la quale stabilisce che tanto maggiore è il carico che viene assolto nella digestione dagli enzimi alimentari esogeni, tanto minore sarà il carico posto su Pancreas e Intestino Tenue per secernere enzimi appropriati, conservando la capacità enzimatica propria dell’organismo per svolgere gli altri importantissimi processi metabolici quali la riparazione di tessuti, organi ed altre funzioni. 
 
 
Enzimi e diabete
Quando i livelli ematici di Amilasi sono insufficienti, il tasso di zucchero ematico può aumentare. 
In alcuni esperimenti eseguiti da Grublers e Myers è stato dimostrato che somministrando Amilasi ad individui normali dopo che questi avevano ingerito 80 grammi di zucchero, i livelli di zucchero ematico rimanevano stabili. Altri studi hanno dimostrato che la somministrazione di Amilasi per via orale o intramuscolare causa un abbassamento dei livelli di zucchero ematico nei soggetti affetti da diabete.
Bassler ha dimostrato che l’86% dei soggetti diabetici da lui esaminati mostravano una carenza di Amilasi a livello di secrezioni intestinali. In seguito alla somministrazione di Amilasi, il 50% dei pazienti (che assumevano regolarmente insulina) erano in grado di controllare i loro livelli di zuccheri senza ricorrere più all’insulina.
L’enzima Amilasi sembra avere il compito di assistere la funzione di raccolta e utilizzo degli zuccheri nel sangue.
 
Disintossicazione e allergie
Nei cibi predigeriti dagli enzimi alimentari avvengono due importanti cambiamenti: a) il contenuto enzimatico aumenta fino a 10 volte b) nel processo di pre-digestione il cibo viene ridotto nei suoi componenti elementari. Le proteine sono spezzate in aminoacidi, gli amidi in zuccheri semplici ed i grassi in acidi grassi, che verranno assimilati facilmente senza richiedere ulteriore energia all’organismo.
E’ altresì dimostrato che il cibo non correttamente digerito può causare reazioni tossiche.
 
 
Per esempio, il Dr. W.W. Oelgoetz ha dimostrato che le molecole di proteine, amidi e grassi non ben digerite vengono assorbite nel flusso sanguigno e possono dar luogo a reazioni allergiche se non controbilanciate da un adeguato livello di enzimi. Somministrando enzimi Amilasi, Proteasi e Lipasi oralmente ai suoi pazienti, il livello enzimatico del sangue è stato normalizzato e le affezioni allergiche alleviate.
 
Sembrerebbe logico quindi affermare che una dieta ricca di enzimi alimentari aiuta il normale processo di purificazione e disintossicazione. Allo scopo sono necessari enzimi che possano restare attivi nelle zone a Ph acido preposte alla pre-digestione della parte bassa dello stomaco e nell’ambiente alcalino dell’intestino tenue. il Dr. Howell dopo anni di ricerca ha scoperto che gli enzimi presenti in certi funghi, se messi in coltura su una base alimentare come grano, crusca o fagioli di soia, producono enzimi Proteasi, Amilasi Lipasi e Cellulasi che hanno la particolarità di rimanere attivi in una gamma di valori di Ph molto vasta e possono lavorare nell’intero tratto intestinale aiutando ad incrementare i modelli enzimatici carenti nel sangue. Possiamo tranquillamente affermare che gli enzimi alimentari su base vegetale sono sicuramente più attivi di quelli provenienti da fonti animali in quanto sono in grado di svolgere l’importante lavoro di pre-digestione nello stomaco, dove quelli di provenienza animale sono assolutamente inattivi.
 
 
Bambini
Un interessante monitoraggio della salute e dello sviluppo di 20.061 bambini durante i primi 9 mesi di vita è stato condotto a Chicago, presso l’Infant Welfare Center. Di questi, il 48,5% erano allattati interamente al seno, il 43% solo parzialmente al seno e il restante 8,5%  veniva allattato solo artificialmente. Al termine dello studio, i dati relativi al tasso di mortalità erano i seguenti:

                                                                                  
N. bambini 
Bambini deceduti
%   
Allattati interamente al seno 9.749 
15          
0,15     
Allattati parzialmente al seno 8.605  
59
0,7    
Allattati artificialmente 1.707
 144
 8,4   
                                                                                          
                                                                                                                                                                                                                  
 
Come si può notare, il tasso di mortalità registrato nel caso 3 è ben 56 volte più elevato di quello relativo al caso 1. Dei bambini allattati al seno, 4 sono morti a causa di infezioni respiratorie, mentre ben 82 dei 1.707 bambini allattati artificialmente sono morti per lo stesso problema. Negli Stati Uniti nasce un bambino deforme ogni 5 minuti, il che equivale ad un bambino ogni 10 famiglie. Solo in questo paese si mettono al mondo 250.000 bambini deformi all’anno, di cui il 75% riporta disturbi a carico del piano mentale.
Sovra-alimentare un bambino, specialmente con cibo cotto e devitalizzato, si traduce in una maggior richiesta di enzimi endogeni per la digestione lasciando così scoperte le richieste del sistema immunitario, con una evidenza di scarsa energia, aumento dei grassi corporei e quindi maggior carico su cuore, reni polmoni. Gli enzimi alimentari aggiunti alla dieta costituiscono una soluzione eccellente a questo problema.
 
Gli enzimi alimentari nel trattamento di allergie e Candida 
Probabilmente non è stato sottolineato ancora abbastanza quanto proteine non digerite e altre proteine nella forma di virus, lieviti e batteri che penetrano le pareti intestinali siano potenzialmente tossici per l’intero sistema organico. Gli allergeni possono semplicemente entrare in circolo insieme all’aria che respiriamo. Essi si “attaccano” alle molecole di proteine mal digerite che vengono assorbite nel flusso sanguigno. Tutte questo si traduce in un bombardamento proteico continuo che risulta in una aumentata richiesta dell’enzima Proteasi e in una pressione a carico del sistema immunitario. Gli enzimi svolgono l’importantissimo compito di digerire queste molecole proteiche consentendo la normale eliminazione degli allergeni attraverso il flusso linfatico.
Un esempio abbastanza diffuso è la Candida albicans, un lievito che si trova normalmente nel tratto intestinale e nelle aree vaginali di animali e umani, ma può facilmente prendere il sopravvento se l’organismo (particolarmente il sistema immunitario) è indebolito. La Candida è anch’essa un corpo proteico e può cambiare forma nell’intestino, restando nella forma lievito-fungo ed entrando in circolazione oppure può sviluppare una struttura radicale che penetra letteralmente gli intestini lasciando un’ampia apertura per tutti gli altri batteri, antigeni e proteine non digerite circolanti. Queste sostanze sono la causa principale delle sintomatologie più varie, dai fenomeni allergici a stati di ansia, sensazione di fatica, disturbi digestivi, vaginiti, cistiti, problemi mestruali ed emicranie. Questa è anche la ragione per cui l’approccio terapeutico usato nelle allergie è utilizzato anche per combattere la Candidosi.
 
Fermenti, lieviti e la maggior parte degli antigeni, essendo corpi proteici, possono essere eliminati associando alla dieta una supplementazione con enzimi alimentari. Così facendo si vanno a nutrire le cellule dei globuli bianchi con conseguente aumento del potenziale immunitario.
 
Un approccio efficace per la candidosi, le allergie e qualsiasi altro problema sistematico è di consumare enzimi alimentari vegetali tra un pasto e l’altro. Questo per aumentare l’attività enzimatica a livello di tratto digerente e flusso sanguigno. Inoltre anche l’uso del lactobacillus Acidophilus aiuterà a tenere sotto controllo il diffondersi di lieviti e parassiti nell’intestino nutrendo contemporaneamente il sistema immunitario. 
 
Gli enzimi nella pratica sportiva
Gli atleti possono beneficiare grandemente dell’integrazione con enzimi alimentari, dal momento che assumono già vitamine, minerali e preparati alimentari concentrati. Sono gli enzimi che fanno funzionare questi nutrienti. Inoltre l’esercizio fisico provoca un innalzamento della temperatura corporea e quindi una maggior e più rapida richiesta organica di enzimi. Allo stesso tempo i carboidrati vengono bruciati più in fretta e sono necessari più nutrienti per il rifornimento energetico. Poichè gli atleti adottano diete principalmente a base di cibo cotto, se l’organismo non viene rifornito dall’esterno di enzimi alimentari la riserva propria dell’organismo subisce una drastica riduzione a causa del rapido incremento della richiesta di enzimi endogeni.